La Bulimia - Roma

Si definisce bulimia il disturbo alimentare caratterizzato da un irrefrenabile bisogno di mangiare, repentino e incontrollabile.

La Bulimia

Se si eliminano le potenziali cause fisiologiche atte a far insorgere la malattia, quali ulcere, diabete e disfunzioni tiroidee, allora si può dire di essere in presenza di una eziologia di tipo psicologico-comportamentale.

La bulimia nervosa si presenta con un quadro sintomatologico chiaro e preciso, caratterizzato da continui e incontrollabili accessi di fame che obbligano il soggetto a ingurgitare grandi quantità di cibo in maniera frettolosa.

Tale accesso alimentare è propriamente definito abbuffata, al termine della quale solitamente si prova un senso di colpa e forte ansia unita a vergogna, emozioni che fanno sì che il soggetto la pratichi segretamente, in particolar modo nelle ore notturne.

Durante ogni abbuffata è tipica l'impressione di non sapere gestire la situazione e di perdere di conseguenza ogni controllo sul corpo e sulla mente. A seconda del successivo comportamento compensatorio, possiamo classificare la patologia in due sottotipi.

  1. Il primo, denominato propriamente bulimia nervosa con condotte di eliminazione presenta un'induzione del vomito per eliminare il cibo ingerito, per evitare che il soggetto possa prendere peso. Condotte di eliminazione frequenti oltre al vomito sono l'abuso di lassativi, diuretici e specifici sciroppi emetici.
  2. Il secondo sottotipo, ovvero?la bulimia senza condotte di eliminazione invece, prevede che si metta in auge un periodo più o meno lungo di ristrettezze alimentari o di completo digiuno per scongiurare il tanto temuto aumento ponderale.

    Proprio in virtù di questo, spesso la bulimia si vede associata ad un altro grave disturbo alimentare, l'anoressia, che si alternano nella loro comparsa. Tali sindromi sono legate in gran parte ad una cattiva gestione delle proprie emozioni, specie quelle sgradevoli, o a problemi e traumi pregressi con una identificazione ancora inconscia e pre-inconscia.

    Nei casi più seri, la bulimia è correlata a patologie di tipo psichiatrico, quali atti di autolesionismo per punire il corpo cattivo, al disturbo bipolare, al disturbo ossessivo-compulsivo e ai disturbi dissociativi identitari dell'io, che si presenta labile e con confini poco definiti. Molto spesso l'insorgenza della malattia è creduta erroneamente intorno all'adolescenza, ma essa può invece presentarsi a qualsiasi età, sia che riguardi soggetti di genere femminile che maschile.

    Inizialmente può mascherarsi sotto le false spoglie di una dieta, ma in realtà i meccanismi compensatori messi in atto derivano da soluzioni inconsce per problemi psico-patologici ben più gravi. Come nel caso dell'anoressia, la concentrazione sulla risoluzione delle fluttuazioni ponderali e al controllo delle calorie offre una distrazione da altri quadri di disagio che vengono percepiti come irrisolvibili e penosi, permettendo un sollievo, seppur temporaneo.

    Per gestire tale patologia, una soluzione ottimale è quella di ricorrere all'approccio psicoterapico, in associazione a un supporto farmacologico, mirato a controllare gli accessi di ansia e depressione. E' di estrema importanza però affidarsi a professionisti seri. La terapia può consistere sia in sedute individuali che familiari, in quanto i disturbi alimentari sembrano essere direttamente collegati a rapporti e legami parentali non sistemici e disfunzionali.

    Il modello terapeutico a cui si può fare riferimento è quello della psicologia cognitivo-comportamentale ad orientamento dinamico, centrata sull'obiettivo di fornire al soggetto tutti gli strumenti atti a farlo essere il centro attivo dei suoi cambiamenti funzionali, sia per quanto riguarda la gestione delle sue emozioni sia per migliorare la sistematicità dei legami affettivi con le persone a lui vicine.

Dr. Daniele Coluzzi
Psicologo e Psicoterapeuta a Roma
Iscritto all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Lazio n. 17240
Laurea in psicologia clinica e di comunità

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