Disturbi alimentari - FAQ

Buongiorno dottor Coluzzi. Mi chiamo Santina e mi rivolgo a lei perché mia figlia ultimamente è dimagrita vertiginosamente e sono molto preoccupata. Ne abbiamo parlato insieme e ha accettato di fare un colloquio psicologico con un esperto. Tuttavia, non so quale sia l’approccio più idoneo per trattare questa problematica specifica e spero che lei mi sappia dare delucidazioni in merito. La ringrazio in anticipo!

Buongiorno Santina. Gli approcci per far fronte ad un disturbo alimentare sono diversi e non ne esiste solamente uno specifico, naturalmente più si propone un approccio integrato ovvero fatto dallo psicoterapeuta, lo psichiatra ed il medico e più la possibilità di risolvere la problematica è alta. Ciò che conta è comunque la collaborazione non solo tra specialisti, ma anche dell'intero sistema famigliare. I disturbi alimentari come molti disturbi si alimentano all'interno del sistema famigliare che invece di essere un facilitatore per la risoluzione della patologia può talvolta divenire uno degli ostacoli più importatnti al superamento della problematica. L'anoressia, la bulimia, l'obesità sono patologie che si alimentano all'interno di dinamiche famigliari poco sane. Detto ciò è sicuramente consigliata una terapia famigliare, da introdurre all'interno di un piano terapeutico che come dicevo prima deve prevedere più professionisti.

Salve dottore, le scrivo perché qualche tempo fa è venuto da me un amico di mio figlio dicendomi che è preoccupato per la sua eccessiva magrezza e che possa essere anoressico. La cosa mi ha abbastanza sconcertata perché mio figlio ha 32 anni ed è ormai un uomo e poi l’anoressia non è una patologia femminile? Non so cosa fare. Daniela

Ciao Daniela. No, l'anoressia come molte patologie non ha sesso, non fa distinzioni tra uomni e donne, e non è una patologia che si manifesta solo in adoloscenza. Naturalmente la casistica vuole che il numero di ragazze sia superiore a quello dei ragazzi, ma come dicevo prima anche un uomo può sosffrire di anoressia. L'iter è lo stesso sia per ciò che riguarda la patologia che per quanto riguarda il trattamento, il mio consiglio è sempre quello di iniziare un lavoro che preveda la presa in carico da parte di diverse figure professionali (medico, psichiatra, psicoterapeuta) di tutto il sistema famigliare e non solo della singola persona.

Da bambina mi hanno sempre presa in giro per il mio aspetto fisico e ne ho sempre sofferto… volevo essere come le ragazze magre nella mia classe a cui andavano dietro tutti i ragazzi, oppure le modelle in tv sempre belle e perfette. È per questo che ho iniziato la dieta che non soddisfa mai le mie aspettative, e nonostante mangi sempre meno e abbia aumentato gli esercizi fisici mi vedo sempre grassa… Ma come si fa a stare bene con sé stessi quando la società impone un modello di bellezza basato sul proprio peso? La ringrazio dottore, è molto bello avere uno spazio in cui poter porre delle domande. Cristina

Ciao Cristina, sicuramente la società di oggi ci mostra modelli di bellezza che spesso tendono ad un fisico o anoressizzato o eccessivamente muscoloso. I modelli di bellezza sono cambiati con il tempo ma ritenere che i disturbi alimentari siano causati solo da questi è prendere sottogamba il problema. Le motivazioni si annidano in un disagio più profondo, che va dalle dinamiche famigliari, all'immagine di me e al rapporto che ho con il mio corpo e con me stesso. Le cause vanno ben analizzate e non possiamo pensare che basti interrompere una dieta o ridurre il numero di esercizi fisici per superare il problema. Dobbiamo immaginare una pianta alla quale se diamo poca acqua sicuramente ne risentirà, ma se diamo acqua ala pianta e non pensiamo a migliorare le sue condizioni, partendo dal terreno nel quale affonda le sue radici, difficilmente riusciremo a farla fiorire di nuovo e a permetterle di crescere.

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Dr. Daniele Coluzzi
Psicologo e Psicoterapeuta a Roma
Iscritto all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Lazio n. 17240
Laurea in psicologia clinica e di comunità

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