Iperattività nei bambini - Roma

Cosa distingue un bambino vivace o semplicemente annoiato da uno affetto da "iperattività"?
È un quesito ricorrente, che si pongono parecchi genitori che hanno scoperto il "Ddai".

L'iperattività nei bambini

Dietro ad un'eccessiva vivacità, spesso si cela un grave problema. La vivacità è una peculiarità dei bimbi che li conduce nella crescita, ma quando diventa eccessiva, può essere un campanello di allarme. Spesso essa si accompagna a impulsività, disattenzione e carenza di controllo nelle azioni, diventando una vera e propria patologia. Patologia che prende il nome di "Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività".

Le caratteristiche che contraddistinguono questo disturbo sono: l'iperattività, l'impulsività e la difficoltà di attenzione. I comportamenti caratteristici dell'iperattività vanno dal parlare eccessivamente, dal far rumore, dal muovere con irrequietezza mani o piedi, fino al mostrare incapacità nel rimanere seduti. Il comportamento dei bambini iperattivi che rientra nell'impusività è il seguente: difficoltà nell'attendere il proprio turno, dare risposte prima che le domande siano state completate e interrompere gli altri o essere invadenti nei loro confronti. I comportamenti che rientrano nella disattenzione del bambino iperattivo sono: mostrare difficoltà a organizzarsi nelle attività e nei compiti, perdere gli oggetti necessari per i compiti, sbadataggine nelle attività quotidiane, non ascoltare quando gli si parla direttamente ed evitare di impegnarsi in compiti che richiedano uno sforzo prolungato. L'iperattività, viene spesso associata a un'ampia varietà di problemi infantili.

Le cause di tale patologia non sono ancora del tutto chiare e si stima che essa colpisca tra il 3 e il 5% dei bambini in età scolare. Per poter fare una valutazione iniziale di un bambino iperattivo, in modo sistematico e comprensivo di prove cognitive e comportamentali, si devono riscontrare almeno 6 sintomi, per un periodo di almeno sei mesi, tra quelli sopra elencati. Inoltre i sintomi si devono presentare prima dei 7 anni di età e manifestarsi almeno in due contesti: scuola e famiglia.

Alcune ricerche confermano che alcune cause siano riconducibili all'importante ruolo che ricoprono i fattori genetici, fisici, ambientali e prenatali. Inoltre si è scoperto che questo disturbo, dipenda anche da fattori educativi e familiari che ne determinano la gravità e la persistenza nel tempo. Il bambino iperattivo nasce con una predisposizione a sviluppare tale patologia e l'ambiente familiare, la scuola e l'educazione possono contribuire pesantemente a far sfociare la sintomatologia. I risultati di queste ricerche hanno inoltre portato a suggerire alcune considerazioni per quanto riguarda i percorsi terapeutici da condurre. Ogni intervento terapeutico per i bambini iperattivi deve essere assolutamente personalizzato, preceduto da un'accurata valutazione clinica e frequenti visite di controllo, settimanali per almeno i primi tre mesi e mensili in seguito.

Una buona terapia farmacologica, può costituire un'ottima risorsa per aiutare i bimbi, solo a condizione che il trattamento psicologico sia risultato parzialmente efficace. Invece la combinazione della terapia farmacologica con l'intervento psicologico migliora i rapporti del bambino con i coetanei, tranquillizza i genitori per il trattamento, poiché si utilizzano minori dosi di farmaco e si notano da subito i vantaggi rispetto al trattamento esclusivamente farmacologico. E' opportuno precisare che non tutti i bambini hanno bisogno di un trattamento farmacologico e gli ultimi studi confermano che sia da usare solo in presenza di sintomi gravi, dopo aver ottenuto il consenso dai genitori e dal bimbo stesso. Per quanto concerne il percorso psicoterapeutico, questo si estende a interventi diretti al bambino e ad incontri rivolti ai genitori e agli insegnanti. Le tipologie del percorso psicoterapeutico sono diverse: vi sono interventi definiti "comportamentali" che insegnano ad acquisire adeguate strategie cognitive che tendano a colmare le abilità carenti.

Con i genitori dei bambini vengono effettuati dei percorsi di formazione "Parent Training", che suggeriscono tecniche educative per la gestione dei comportamenti problematici. Con gli insegnanti invece, l'intervento psicologico mira a formare un atteggiamento più costruttivo con il bambino iperattivo. Agli insegnanti vengono inoltre suggerite alcune strategie per facilitare l'apprendimento del bambino e viene loro spiegato come far migliorare la relazione del bambino con i compagni di classe. Gli interventi terapeutici, per essere efficaci dovranno avere come obiettivo unico, quello di creare un'armonia tra genitori, insegnanti e bambino.

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Dr. Daniele Coluzzi
Psicologo e Psicoterapeuta a Roma
Iscritto all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Lazio n. 17240
Laurea in psicologia clinica e di comunità

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