Disturbo ossessivo compulsivo

Secondo il DSM IV, il disturbo ossessivo compulsivo è una sindrome caratterizzata da una eccessiva preoccupazione per l'ordine, perfezionismo ed esigenze di controllo.

Riconoscere il disturbo ossessivo-compulsivo

Per poter essere diagnosticato, si deve presentare uno di questi comportamenti in maniera continuativa per almeno due settimane:

  • attenzione esacerbata per ogni dettaglio, regola e schema, fino a perdere di vista gli scopi essenziali delle varie attività;
  • insoddisfazione per la realizzazione dei propri operati in virtù di manie di perfezionismo;
  • eccessivo tempo dedicato all'attività lavorativa, escludendo di conseguenza quella privata e di svago;
  • manie di coscienza, scrupolo e morale, indipendentemente dalla propria fede religiosa;
  • tendenza a conservare ogni oggetto o documento, anche se non necessario, senza essere in grado di liberarsene in tranquillità;
  • incapacità di delega, specie in ambito lavorativo per timore di non avere più sotto controllo la situazione;
  • rigidità e riluttanza a cambiare le proprie idee.

Il soggetto non ha alcuna consapevolezza del quadro sintomatologico, pertanto manifesta un comportamento altamente egosintonico, e concepisce tali atti come consoni a raggiungere migliori performance. Ciò è la peculiarità che fa distinguere il disturbo ossessivo-compulsivo dalla nevrosi ossessiva compulsiva, dove invece il soggetto è consapevole delle proprie ritualità e le vive come distanti spiacevolmente dal suo Io.

Persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo, non potendo reagire consciamente, sono costrette a operare con compensazioni inconsce difensive tipiche dell'Io, tra cui l'annullamento retroattivo, l'intellettualizzazione, l'isolamento affettivo e la formazione reattiva generica.

La sfera dell'affettività e della sessualità sono anch'esse vissute senza tranquillità, ma con disagio e distacco, in modo da avere il controllo anche delle persone con cui si ha un legame. La totale o quasi mancanza di fiducia nell'altro porta ad un importante isolamento, e al concepire qualsiasi relazione come minacciosa, in particolar modo per la propria fragile e precaria autostima.

Secondo le teorie psicoanalitiche, tale disagio deriverebbe da problematiche relazioni primarie d'amore, specie con la madre, vista come troppo rigida e fonte di proibizioni, soprattutto di origine morale. Come conseguenza, il soggetto svilupperebbe un super-io eccessivamente rigido, nei confronti del quale non riesce a distanziarsi in maniera ottimale, come del resto in passato dalle sue relazioni oggettuali.

Come intervenire

Tale patologia è trattabile positivamente con la psicoterapia e la consulenza psicologica. Obiettivo dell'analisi sarà quello di instaurare un rapporto di fiducia e di empatia tra il terapeuta e il paziente, in modo che esso possa sentirsi libero di un totale affidamento, superando le resistenze e riuscendo ad abbassare le difese, condizioni essenziali per il processo di guarigione.

Nel percorso di consulenza psicologica, verranno messe in atto strategie cognitive, emotive e comportamentali, per dare la possibilità al paziente di tornare ad essere padrone del suo Io, e a non dipendere da esso, gestendo nello stesso tempo e tenendo sotto controllo stati ansiosi e di panico derivanti dall'abbandono delle difese.

È essenziale intervenire prontamente in caso di disturbo ossessivo-compulsivo, per evitare che si aggravi e si tramuti in patologie più difficili poi da trattare. L'importante è affidarsi a seri professionisti, magari chiedendo una consulenza psicologica a Roma.

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Dr. Daniele Coluzzi
Psicologo e Psicoterapeuta a Roma
Iscritto all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Lazio n. 17240
Laurea in psicologia clinica e di comunità

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