Valutazione neuropsicologica

Valutazione neuropsicologica

La Valutazione neuropsicologica è un esame clinico diagnostico attuo a valutare le funzioni cognitive del soggetto. Può essere effettuato su bambini adulti e anziani. Per ciò che concerne la valutazione neuropsicologica dei bambini questa viene effettuata, di solito, con l’ingresso del bambino nella scuola su invio degli insegnanti che hanno individuato delle difficoltà nel bambino ad esempio negli ambiti della letto-scrittura, per valutazioni di dsa o adhd, o autismo (in questo caso l’invio di solito è fatto dal medico di base). Negli adulti la valutazione neuropsicologica è di solito richiesta in relazione a traumi fisici, o ad incidenti, o semplicemente qualora un giudice o una istituzione richieda una idoneità delle funzioni cognitive (come ad esempio nel conseguimento della patente, nei casi risarcimento dovuti ad incidenti stradali, cause di lavoro, ecc.). Viene effettuata la valutazione a seguito di patologie invalidanti quali ictus, neoplasie, ecc. Nell’anziano è consigliata per la valutazione di decadimento cognitivo, o in patologie quali l’Alzheimer. La valutazione neuropsicologica consiste in un esame dei deficit delle funzioni cognitive (memoria, linguaggio, attenzione, ragionamento, percezione, abilità visuo-spaziali, abilità coinvolte nell’esecuzione di sequenze motorie) e delle loro implicazioni di tipo affettivo, emotivo, e psicologico connesse con danni cerebrali causati da eventi traumatici (incidenti, cadute, ecc.) o patologici (ictus, infezioni, neoplasie, ecc). L’esame va a contribuire alla diagnosi medica e permette di valutare le abilità cognitive compromesse, le abilità preservate, da la possibilità di monitorare l’andamento e il decorso di alcune patologie come accade nelle forme di decadimento cognitivo (demenze e malattia di Parkinson), aiuta a modulare la terapia farmacologica, permette di costruire un percorso riabilitativo partendo dai punti di forza e di debolezza del paziente.

La valutazione si articola in diverse fasi:

  1. un colloquio con il paziente e i familiari volto alla valutazione dello stato psicologico generale e alla raccolta di informazioni mediche e relative alla vita recente e remota del paziente;
  2. la somministrazione dei test neuropsicologici. Si tratta prevalentemente di prove standardizzate, le quali prevedono che gli stimoli e le procedure di somministrazione siano definiti rigorosamente e la prestazione del paziente sia comparata con quella di un campione di controllo;
  3. la formulazione della diagnosi neuropsicologica;
  4. la restituzione conclusiva sulla valutazione, tramite la stesura di una relazione che evidenzia le aree deficitarie e traccia un profilo cognitivo-comportamentale utile agli scopi sopraelencati.

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Dr. Daniele Coluzzi
Psicologo e Psicoterapeuta a Roma
Iscritto all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Lazio n. 17240
Laurea in psicologia clinica e di comunità

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