Depressione Post Partum - Roma

La depressione post-partum è un particolare quadro depressivo che interessa la donna a seguito della nascita del figlio. In casistiche minori può tuttavia colpire anche il partner.

Depressione post partum

La sintomatologia è molto simile a quella relativa alla depressione maggiore, e quindi caratterizzata da un tono abbassato dell'umore, specie nelle prime ore del mattino, apatia, tristezza immotivata e tendenza al pianto.

Tra le manifestazioni ansiose spesso associate alla Depressione Post Partum si annoverano irrequietezza, irritabilità, tachicardia, attacchi violenti di panico, fame d'aria, difficoltà a prendere qualsiasi tipo di decisione e preoccupazione costante che possa succedere qualcosa di brutto al bambino. Disturbi psicofisici che insorgono quasi sempre sono insonnia, inappetenza o bulimia nervosa, mal di testa frequenti, dolori a carico addominale e stanchezza generale.

La depressione post-partum si può classificare in tre livelli a seconda della gravità e della quantità di sintomi:

  1. Il primo, chiamato anche maternità blues, riguarda ben il 60-70% delle donne che hanno appena partorito. Esso si riconosce facilmente dall'abbassamento del tono generale dell'umore accompagnato da crisi di pianto, dall'irritabilità, specie verso il bambino stesso e il proprio compagno e da astenia e inappetenza. Generalmente compare qualche giorno dopo aver partorito, ma non deve destare preoccupazione poiché è legato perlopiù ai repentini sconvolgimenti ormonali in atto nella donna. E' dunque una sorta di difesa di naturale psicologica per far fronte allo shock del parto.
  2. La depressione post-partum vera e propria appare nel secondo livello. A differenza del caso precedente, insorge in maniera improvvisa e senza preavviso, solitamente immediatamente dopo il parto oppure anche a distanza di qualche mese. Troviamo umore distonico, ansia, attacchi di panico frequenti, apatia, tendenze anoressiche o bulimiche, insonnia e disinteresse verso l'ambiente circostante, quindi anche verso il neonato.
  3. Il terzo livello, il più grave, vede la depressione accompagnarsi da stati psicotici. L'incidenza è piuttosto bassa, pari a circa una donna su mille. Si caratterizza dall'aggiunta di disorientamento, deliri, sensazioni di udire delle voci che dicono di fare del male al bambino e idee infanticide, che però nella quasi totalità dei casi rimangono tali. Tali idee deliranti provocano un enorme disagio alla madre, che si sente in colpa e incapace nello stesso tempo di reagire.

Per quanto riguarda il trattamento della depressione post-partum, occorre dire innanzi tutto che è essenziale intervenire prontamente attraverso un'opportuna terapia psicologica per evitare complicazioni a lungo termine.

Lo psicologo accompagnerà la neo-mamma in un percorso atto a ritrovare la fiducia e la forza in se stessa e a mantenere il legame con il bambino, tramite un approccio cognitivo-comportamentale, che identificherà le idee e le percezioni distorte della paziente per poterle modificare e sostituire con modelli comportamentali adattivi.

Se la terapia non viene associata a trattamento farmacologico, si dovrebbero vedere i primi miglioramenti dopo due o tre settimane, e la situazione risolversi entro tre mesi. Se tuttavia la sintomatologia è molto evidente e penosa, e la depressione post-partum in questione è di terzo livello, alla terapia psicologica si dovranno aggiungere farmaci specifici, sempre che la donna non stia allattando.

Guarire da questa sindrome è sicuramente possibile, e i benefici della terapia cognitiva persistono anche dopo la fine del trattamento.

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Dr. Daniele Coluzzi
Psicologo e Psicoterapeuta a Roma
Iscritto all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Lazio n. 17240
Laurea in psicologia clinica e di comunità

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