Il mobbing

Quando parliamo di Mobbing ci rivolgiamo a delle forme mi maltrattamento ripetute e continuate nel tempo da parte di un superiore (mobbing verticale) oppure dagli stessi colleghi (mobbing orizzontale).

Il particolare comportamento aggressivo tra individui della stessa specie

Questa pratica in genere viene adottata in modo da far allontanare la vittima dal posto di lavoro senza che l’azienda ricorra al licenziamento, creando intorno alla persona una situazione insostenibile, una situazione in cui la persona si trova a dover sottostare a proposte e richieste spesso immorali.

Si può parlare di mobbing quando le attività di ingiurie e persecuzione nei confronti della vittima durano da almeno 6 mesi e deve portare la vittima a rinunciare al proprio posto di lavoro creandogli gravi ripercussioni psico-fisiche che possono trasformarsi in specifiche malattie (disturbi dell’adattamento, sintomatologie ansioso-depressive, disturbi psicosomatici …).

Il soggetto mobbizzato, esasperato dalle continue provocazioni sia a livello fisico che a livello psicologico, potrebbe azzardare passi falsi che portano a compromettere maggiormente la sua condizione. Qualsiasi decisione dettata dalle emozioni del momento possono costituire una ulteriore sconfitta verso coloro che stanno cercando in tutti i modi di distruggere la sua identità lavorativa e non solo. È importante guidare il soggetto nella presa di coscienza della situazione che sta vivendo fornendogli tutti gli strumenti che possono essere utili al rafforzamento della sua personalità e alla riconquista della fiducia in se stessi.

Per combattere il fenomeno del mobbing occorre che ogni ente lavorativo, pubblico o privato che sia, prenda coscienza del problema e lo eviti cercando di attuare buone strategie preventive all’interno dei luoghi lavorativi. Oltre alla prevenzione nel mondo lavorativo un ruolo importante viene occupato nei primi momenti del colloquio con psicologi e medici-psichiatri che devono essere capaci di inquadrare la situazione lavorativa del soggetto, focalizzando l’attenzione sulle condizioni di disagio del lavoratore.

Fin dal primo incontro si darà la possibilità al paziente di trovare, con lo psicologo o il medico-psichiatra, uno spazio di contenimento emotivo ma anche la possibilità da parte del professionista di fornirgli delle indicazioni pratiche per superare le difficoltà. In situazioni di condizioni critiche molto gravi si potrebbe programmare insieme al paziente un percorso terapeutico maggiormente strutturato.

Dr. Daniele Coluzzi
Psicologo e Psicoterapeuta a Roma
Iscritto all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Lazio n. 17240
Laurea in psicologia clinica e di comunità

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